Centro Culturale Gian Luigi Pascale

Festival delle riforme culturali 4-5-6 Giugno 2018

Da un’isola linguistica, un Festival per pensare il mondo

Il Festival delle Riforme Culturali (CFR) intende porsi come riferimento nazionale, e in prospettiva internazionale, per tutte quelle persone, giovani e meno giovani, che si riconoscano nell’istanza di produrre o incoraggiare cambiamenti culturali edificanti nella società contemporanea.

Non si tratta di una rassegna incentrata su eventi spettacolari o di grande richiamo mediatico. Il CFR privilegerà l’incontro autentico, di qualità, tra persone motivate; il confronto, il dialogo e l’approfondimento di temi di grande rilevanza e urgenza, che il Festival, di edizione in edizione, si sforzerà di collegare intimamente tra loro: il diritto alla diversità, la democrazia culturale, lo sviluppo sostenibile; la tolleranza religiosa, la tutela dell’ambiente e la valorizzazione del paesaggio; l’educazione alla cittadinanza, la libertà di pensiero e di parola, l’altermondialismo, la coesione e l’integrazione sociale; il ruolo della memoria, le forme e la natura dell’identità, i legami intergenerazionali, il valore delle lingue di prossimità o minoritarie…

Oltre che possedere un’alta valenza simbolica, quanto mai coerente con lo spirito del CFR, lo scenario del Festival è un luogo di eccezionale bellezza paesaggistica e di straordinaria ricchezza culturale: Guardia Piemontese, isola occitana in Calabria, è una comunità di origine valdese (XIV secolo), teatro di una repressione religiosa particolarmente violenta all’epoca della Controriforma e scrigno che conserva sorprendenti sopravvivenze linguistiche e naturalistiche.

Il tema della prima edizione:

«Lingua, ambiente, sviluppo sociale»

Il tema della prima edizione presenta un carattere fortemente interdisciplinare e innovativo. I partecipanti e le personalità invitate cercheranno di trovare risposte non retoriche a una serie di domande non banali intorno alla possibilità di tradurre la memoria, il paesaggio e i patrimoni linguistico-culturali minoritari in una leva per lo sviluppo sociale di comunità a forte rischio di marginalizzazione.

L’Italia è probabilmente il paese del bacino del Mediterraneo che presenta il più alto grado di diversità linguistica, paesaggistica e genetica, essendo la risultante di secolari, per non dire millenari, incroci, ibridazioni e transiti:

in un’epoca sempre più condizionata da imperativi di ordine economico e dalla standardizzazione dei beni, dei linguaggi e persino delle emozioni, e minacciata dal degrado ambientale frutto di questa ideologia dello sfruttamento e della competitività, questa diversità può rivelarsi, a seconda del punto di vista che si vorrà adottare, una barriera, un ostacolo, un impedimento; oppure un rifugio, una risorsa, un’alternativa e quindi un avamposto per pensare modelli sociali, culturali, economici più a misura d’uomo e più rispettosi dell’ambiente.

Ospiti e attività dell’edizione 2018

Le tre giornate del Festival saranno caratterizzate dalla presenza di alcuni ospiti di notevole rilievo scientifico e culturale, ognuno dei quali disporrà di un’intera giornata per sviluppare un pensiero e intrecciare il proprio punto di vista con quello dei partecipanti, anche attraverso laboratori che alternino la riflessione teorica con la sperimentazione pratica.

Franco Arminio, poeta, scrittore e regista italiano, autodefinitosi come «paesologo». Documentarista e animatore di numerose e importanti battaglie civili, è stato definito da Roberto Saviano «uno dei poeti più importanti di questo paese, il migliore che abbia mai raccontato il terremoto e ciò che ha generato». Vincitore di numerosi e prestigiosi riconoscimenti letterari, è attualmente il direttore artistico del Festival della paesologia “La Luna e i Calanchi” di Aliano (Matera).

Jean Léo Léonard, professore ordinario di Linguistica generale alla Sorbona di Parigi. Linguista di terreno, lavora regolarmente con comunità di minoranza linguistica in particolare del Centro America ma frequenta da anni anche le minoranze linguistiche d’Italia. In Messico e Colombia ha dato vita a importanti ateliers tematici basati sulla scrittura in lingua locale, grazie ai quali le popolazioni interessate, spesso colpite da pesanti progetti di sfruttamento del territorio, si riappropriano dell’identità territoriale insieme con la lingua locale, orientandosi verso alcune “utopie realizzabili”.

Associazione LEM-Italia (Lingue d’Europa e del Mediterraneo), impegnata da dieci anni nella promozione della diversità linguistica in Italia e nel mondo. A essa si devono eventi scientifici internazionali come le Giornate dei diritti linguistici, il Primo Congresso mondiale dei diritti linguistici (2015), ma anche innovative forme di ricerca e comunicazione itinerante, le annuali Carovane della memoria e della diversità linguistica. La «linguistica dello sviluppo sociale» è la scienza pratica, oggi restituita in un robusto volume di imminente pubblicazione presso l’editore Franco Angeli, che riassume le principali acquisizioni e i più significativi risultati di questi densissimi anni d’impegno.

Oltre ai laboratori condotti dagli ospiti sono previste diverse attività per pubblici diversi: mini-corsi per l’iniziazione alla lingua occitana di Guardia Piemontese; escursioni (sentieri occitani e scoperta della fauna e flora del territorio); presentazioni di libri; conferenze parallele; visite guidate al centro storico di Guardia Piemontese e al Museo valdese; stages di tessitura tradizionale, in particolare riguardo il ricchissimo e particolarissimo abito guardiolo; altre animazioni culturali: musica, letture, degustazioni.

La collaborazione con alcune università di grande prestigio consentirà il riconoscimento, per i partecipanti che lo desiderssero, di Crediti Formativi Universitari.

Riferimenti

Direttore scientifico

Giovanni Agresti, Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Segreteria Organizzativa

Comune di Guardia Piemontese – via Municipio n.1

Comunicato stampa
“Festival delle Riforme Culturali 4-5-6 Giugno 2018”

Giovedì 21 dicembre, alle ore 10.00, presso la Sala Consiliare del Comunale di Guardia Piemontese, si terrà la conferenza stampa di presentazione del “Festival delle Riforme Culturali” che si realizzerà a Guardia Piemontese il 4, 5 e 6 giugno 2018.

Il festival promosso dal Comune di Guardia Piemontese, dal Centro Culturale Gian Luigi Pascale e dell’Associazione LEM-Italia (Lingue d’Europa e del Mediterraneo), si svolgerà ogni anno a Guardia Piemontese.

Illustrerà l’iniziativa il Prof. Giovanni Agresti, Direttore scientifico del Festival delle Riforme culturali.

Il“Festival” che  aspira ad affermarsi come riferimento nazionale e, a termine, anche internazionale, per tutte quelle persone, giovani e meno giovani, desiderosi di promuovere cambiamenti culturali edificanti.

Non si tratterà quindi di una rassegna incentrata su eventi spettacolari ma privilegerà l’incontro tra persone, il dialogo e l’approfondimento di temi di grande rilevanza e attuali, che il Festival, di edizione in edizione, cercherà di collegare intimamente tra loro:

il diritto alla diversità, la democrazia culturale, lo sviluppo sostenibile, la tolleranza religiosa, la tutela dell’ambiente e la valorizzazione del paesaggio, la biodiversità, l’educazione alla cittadinanza, la cittadinanza attiva, la libertà di pensiero e di parola, l’altermondialismo, la coesione sociale e i legami intergenerazionali, il valore delle lingue di prossimità o minoritarie.

Guardia Piemontese, simbolo di resistenza culturale, è stata insignita da poco  del titolo di  “Città Europea della Riforma” insieme a Venezia e recentemente da Torre Pellice, uniche città italiane delle città o paesi distribuiti in 15 nazioni.

Guardia Piemontese è entrata a far parte, insieme a Wittenberg, Vienna, Londra, Ginevra, di un gruppo di località europee legate alla storia della Riforma del XVI secolo.

Il “Festival” mirerà a mettere in luce la dimensione europea della Riforma e il ruolo chiave che molte città hanno giocato in questo senso.

Si è pensato al Festival come ad un evento di 3-5 giorni, da realizzarsi a ridosso del 5 giugno 2018, giornata della Memoria, cercando di facilitare l’accoglienza del pubblico e degli ospiti presso il considerevole e suggestivo patrimonio immobiliare inutilizzato del centro storico di Guardia.

Dal punto di vista dei contenuti, ogni anno si sceglierà un tema specifico e sempre di ampio respiro, e intorno a questo tema specifico si inviteranno 3-4 ospiti di un certo spessore culturale, andando a “scovare” studiosi, pensatori, donne e uomini “di campo” che abbiano storie da raccontare, analisi da condividere e progetti da lanciare. Anche gli artisti, performer ecc. saranno i benvenuti per delle animazioni che portino a riflettere e che nutrono l’entusiasmo per la possibilità di una “riforma culturale”. Seminario, workshop arricchiranno la permanenza di tutti, tra i protagonisti attori, e così da affezionarsi alla realtà guardiola di cui diventeranno ambasciatori per l’avvenire. Anche i legami di simpatia o amicizia tra ospiti e partecipanti potranno così essere coltivati: chi viene a Guardia tornerà più felice e arricchito umanamente e culturalmente. Ogni ospite di rilievo potrà diventare membro del Comitato scientifico che crescerà di anno in anno e che, progressivamente, sarà la migliore garanzia della qualità e del successo del Festival.

Partendo dalla periferia si vuole puntare alla realizzazione di “nuovi centri” che posano generare qualcosa di importante. Guardia Piemontese mira a divenire un incubatore di modelli diversi che mirano alla protezione del patrimonio linguistico, culturale, naturalistico e paesaggistico.

Di seguito un breve  curriculum del Prof. Agresti.

Professore Associato di Lingua e Traduzione – Lingua francese presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. S’interessa da oltre vent’anni di diversità linguistica e in particolare delle lingue di Francia e Italia. Nel 2007 ha avviato il ciclo di convegni internazionali annuali Giornate dei Diritti Linguistici, culminati nel 2015 nel 1° Congresso Mondiale dei Diritti Linguistici, organizzato insieme con l’Académie Internationale de DroitLinguistique di Montréal. Dirige il Centro studi sulla diversità linguistica “Sociolingua”, da lui stesso fondato nel 2014 all’Università degli Studi di Teramo, ed è membro fondatore e referente per l’Italia della rete internazionale POCLANDE (Populations, Cultures, Langues et Développement). Autore di numerosi saggi, ha elaborato un approccio inedito di sociolinguistica, la «Linguistica dello sviluppo sociale», presentata in qualificate sedi istituzionali italiane, europee e internazionali. Presenterà fra un mese circa uno studio fatto su Guardia Piemontese “Diversità linguistica e sviluppo sociale” pubblicato da Franco Angeli Editore.Si tratta di una sorta di manuale teorico-pratico per vedere in che modo sia possibile migliorare le condizioni di esistenza di una comunità lavorando su lingua e memoria.

Centro Culturale Gian Luigi Pascale

  • Giugno 4, 2018
  • 5:00 pm
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