{"id":1353,"date":"2018-02-07T08:06:48","date_gmt":"2018-02-07T08:06:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/?page_id=1353"},"modified":"2020-11-30T16:43:39","modified_gmt":"2020-11-30T16:43:39","slug":"valdesi-di-calabria-2-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/en\/valdesi-di-calabria-2-2\/","title":{"rendered":"valdesi di calabria 2"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-1353\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-1353-0\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-1353-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-1353-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_black-studio-tinymce widget_black_studio_tinymce panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><div class=\"textwidget\"><p>Dopo la distruzione di San Sisto dei Valdesi, il 5 Giugno 1561 con l\u2019inganno venne espugnata (ma non totalmente distrutta) Guardia Piemontese, dove vennero anche deportati alcuni superstiti di San Sisto dopo aver abiurato.<\/p>\n<p>I fatti andarono all\u2019incirca cos\u00ec:<\/p>\n<p>Il Marchese Salvatore Spinelli, governatore del territorio, chiese ai guardioli di incarcerare dei criminali nelle Torre, essendo quella considerata una fortezza sicura. Questi per\u00f2 erano complici del Marchese e una volta entrati all\u2019interno della cinta muraria, riuscirono abbastanza facilmente a impadronirsi della citt\u00e0, incatenarono i capi religiosi e fecero entrare i soldati del Marchese, nascosti nelle campagne fuori le mura per non destare sospetto. Una volta entrati ebbero libert\u00e0 d\u2019azione dando inizio al massacro. Tale e impressionante fu l\u2019eccidio che ancora oggi a Guardia si narra che il il sangue versato dei valdesi scese lungo le vie in pendenza del paese giungendo fino alla porta principale che venne successivamente chiamata \u201cPorta del sangue\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 impossibile fornire una stima esatta delle vittime valdesi in calabria, gli storici attuali le stimano tra le due-tremila persone, oltre a centinaia di prigionieri. Non mancarono nemmeno gli atti dimostrativi da parte delle autorit\u00e0 civili e religiose. L\u201911 Giugno del 1561, numerose persone vennero giustiziate a Montalto Uffugo davanti la Chiesa di San Francesco di Paola, i loro corpi fatti a pezzi vennero appesi lungo la strada che da Cosenza porta a Morano (al confine con la Basilicata), cos\u00ec da servire da monito a coloro che avevano in mente di diffondere idee religiose non conformi ai dettami ecclesiastici.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019orrenda vicenda di Montalto \u00e8 cos\u00ec riportata da F.De Boni nel suo libro <em>L\u2019inquisizione e i Calabro-Valdesi:<\/em><\/p>\n<p><em>&lt;&lt;Hoggi a buona hora si \u00e8 incominciata a far l'horrenda iustizia di questi Luterani che solo a pensarvi \u00e8 spaventevole, che la morte di questi tali \u00e8 come una morte di castrati; li quali venivano tutti riuniti in una casa dove veniva il boia et li pigliava a uno a uno, e gli legava una benda avanti gli occhi e poi lo menava in un luogo spazioso poco distante da quella casa et lo faceva inginocchiare e con un coltello gli tagliava la gola et lo lasciava cos\u00ec, poi pigliava quella benda cos\u00ec insanguinata, et col coltello insanguinato ritornava a pigliar l'altro, et faceva di simile\u00a0&gt;&gt;\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a class=\"btn btn-primary\" href=\"https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/en\/la-vita-la-strage\/\" target=\"_self\" > LA VITA DOPO LA STRAGE <\/a>\u00a0<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><div id=\"pgc-1353-0-1\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-1353-0-1-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"1\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-1353\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"sow-image-container\">\n\t\t<img \n\tsrc=\"https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/inferno-hieronimous.jpg\" width=\"944\" height=\"675\" srcset=\"https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/inferno-hieronimous.jpg 944w, https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/inferno-hieronimous-600x429.jpg 600w, https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/inferno-hieronimous-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/inferno-hieronimous-768x549.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 944px) 100vw, 944px\" title=\"Il Museo Valdese\" alt=\"\" \t\tclass=\"so-widget-image\"\/>\n\t<\/div>\n\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la distruzione di San Sisto dei Valdesi, il 5 Giugno 1561 con l\u2019inganno venne espugnata (ma non totalmente distrutta) Guardia Piemontese, dove vennero anche deportati alcuni superstiti di San Sisto dopo aver abiurato.I fatti andarono all\u2019incirca cos\u00ec:Il Marchese Salvatore Spinelli, governatore del territorio, chiese ai guardioli di incarcerare dei criminali nelle Torre, essendo quella considerata una fortezza sicura. 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