{"id":999,"date":"2017-12-16T10:30:16","date_gmt":"2017-12-16T10:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/?page_id=999"},"modified":"2018-03-12T21:52:20","modified_gmt":"2018-03-12T21:52:20","slug":"la-lingua-occitana","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/en\/la-lingua-occitana\/","title":{"rendered":"La Lingua Occitana"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-999\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-999-0\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"siteorigin-panels-stretch panel-row-style panel-row-style-for-999-0\" data-stretch-type=\"full\" ><div id=\"pgc-999-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-999-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><div class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-999-0-0-0\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t><h3 class=\"widget-title\">Il Guardiolo: la lingua<\/h3>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<h1><strong>La lingua madre: l\u2019occitano<\/strong><\/h1>\n<p>La lingua occitana<br \/>\nL\u2019Occitano o \u201clingua d\u2019oc\u201d come la defin\u00ec dante Alighieri, \u00e8 una lingua di derivazione neolatina molto diffusa nell\u2019Europa medievale tanto che fu per uso la prima lingua letteraria del medioevo dopo il latino. Una testimonianza della sua diffusione \u00e8 riscontrabile nella copiosa attivit\u00e0 dei \u201ctroubadours\u201d, poeti e musicisti medievali che cantavano di vicende legate alle gesta eroiche dei Cavalieri o dell\u2019amore (anche adultero) per le dame.<\/p>\n<p>Questa diffusione ebbe non poche ricadute anche sulla sfera religiosa del tempo, tra le prime traduzioni della Bibbia e dei vangeli dal latino al <em>volgare<\/em> si annoverano le versioni in lingua <em>d\u2019oc.<br \/>\nPietro Valdo<\/em> stesso, ispiratore del movimento valdese, si fece tradurre i testi sacri in <em>volgare d\u2019oc <\/em>per consentirne una lettura personale, cosa molto rara e riservata a pochi, in quanto il latino era per eccellenza la lingua colta, parlata dal clero e spesso non compresa dalla gente comune. Ma la pratica di tradurre la bibbia in volgare, non era vista per\u00f2 di buon occhio dal Clero. Cos\u00ec nel 1229 il Sinodo di Tolosa indetto da Papa Gregorio IX, viet\u00f2 la trascrizione dei testi sacri in volgare e soprattutto la loro lettura personale, questo doveva servire a scongiurare il rischio di interpretazioni diverse da quelle date dalla Chiesa di Roma.<\/p>\n<p>L\u2019uso che venne fatto della lingua, pu\u00f2 aiutarci a comprendere anche le differenze tra il cattolicesimo Romano e il movimento valdese. Mentre la Chiesa Cattolica dell\u2019epoca cercava di mantenere una egemonia e un controllo sui fedeli e continuava a usare strettamente il solo latino, che poteva essere letto e interpretato dal Clero, i valdesi professavano la volont\u00e0 di una Chiesa povera, senza gerarchie. La rivoluzione portata dal valdismo, fu quella di invitare la gente a vivere una fede pi\u00f9 autentica, ispirandosi direttamente al vangelo, ed \u00e8 per questo motivo che era molto importante concedere ad ognuno la possibilit\u00e0 di leggere o quanto meno comprendere e interpretare i testi sacri in autonomia slegando le persone dalla dipendenza dal clero. Ci\u00f2 che Valdo probabilmente intu\u00ec \u00e8 che una lingua comune e molto diffusa anche tra il popolo, come l\u2019occitano appunto, poteva contribuire fortemente alla divulgazione di un pensiero religioso nuovo.<\/p>\n<p>Attualmente l\u2019occitano \u00e8 parlato da circa tre milioni di persone e nel tempo ha dato i confini ad una macro area europea che si estende a sud della Francia includendo aree del Piemonte e della Catalogna. Nel nostro paese sono 120 i comuni in cui si parla la lingua occitana, e si trovano nelle provincie di Torino, Cuneo e Imperia dove stando al Rapporto IRES n. 113, 2007, \u00e8 conosciuto da poco meno del 50% della popolazione (circa 90.000 persone).<br \/>\n<em>Nel sud Italia vi \u00e8 poi l\u2019isola linguistica occitana di <strong>Guardia Piemontese<\/strong> (sede del nostro Centro Culturale), fondato in epoca medievale (tra il XIII-XIV sec.) da comunit\u00e0 valdesi provenienti dal Piemonte.<br \/>\n<\/em>Dal 1999 l\u2019Italia ha riconosciuto l\u2019occitano come una minoranza linguistica attraverso la legge 482.<\/p>\n<p><a class=\"btn btn-primary\" href=\"https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/en\/guardia-unisola-linguistica-occitana\/\" target=\"_self\" > Guardia <\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pgc-999-0-1\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-999-0-1-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"1\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-999\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"sow-image-container\">\n\t\t<img \n\tsrc=\"https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/LA-LINGUA-il-guardiolo-croce-occitana.png\" width=\"1200\" height=\"798\" srcset=\"https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/LA-LINGUA-il-guardiolo-croce-occitana.png 1200w, https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/LA-LINGUA-il-guardiolo-croce-occitana-600x399.png 600w, https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/LA-LINGUA-il-guardiolo-croce-occitana-300x200.png 300w, https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/LA-LINGUA-il-guardiolo-croce-occitana-768x511.png 768w, https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/LA-LINGUA-il-guardiolo-croce-occitana-1024x681.png 1024w, https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/LA-LINGUA-il-guardiolo-croce-occitana-958x637.png 958w, https:\/\/www.valdesidicalabria.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/LA-LINGUA-il-guardiolo-croce-occitana-272x182.png 272w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" title=\"LA LINGUA &#8211; il guardiolo croce occitana\" alt=\"\" \t\tclass=\"so-widget-image\"\/>\n\t<\/div>\n\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-999-1\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"panel-row-style panel-row-style-for-999-1\" ><div id=\"pgc-999-1-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-999-1-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"2\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p style=\"text-align: center;\"><strong>Dante e l\u2019occitano: il XXVI canto del purgatorio \u2013 Divina Commedia (stessa pagina)<br \/><\/strong>Questi otto versi in lingua occitana sono stati scritti da Dante Alighieri per il ventiseiesimo canto del Purgatorio (Divina Commedia) e fatti recitare ad Arnaut Daniel, ritenuto da Dante un sommo poeta di Lingua D\u2019oc.<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-999-2\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"siteorigin-panels-stretch panel-row-style panel-row-style-for-999-2\" data-stretch-type=\"full\" ><div id=\"pgc-999-2-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-999-2-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-headline panel-first-child\" data-index=\"3\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-headline so-widget-sow-headline-default-4eee745bf24d-999\"\n\t\t\t\n\t\t><div class=\"sow-headline-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<h1 class=\"sow-headline\">\n\t\t\t\t\t\tDante\t\t\t\t\t\t<\/h1>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h3 class=\"sow-sub-headline\">\n\t\t\t\t\t\tXXVI canto del purgatorio \t\t\t\t\t\t<\/h3>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n<\/div><\/div><div id=\"panel-999-2-0-1\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child\" data-index=\"4\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<h3><strong>\u00abTan m'abellis vostre cortes deman, qu'ieu no me puesc ni voill a vos cobrire. Ieu sui Arnaut, que plor e vau cantan; consiros vei la passada folor, e vei jausen lo joi qu'esper, denan. Ara vos prec, per aquella valor que vos guida al som de l'escalina, sovenha vos a temps de ma dolor!\u00bb.<\/strong><br \/><strong> Purg.XXVI, 140-147 1<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div id=\"pgc-999-2-1\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-999-2-1-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-headline panel-first-child\" data-index=\"5\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-headline so-widget-sow-headline-default-4eee745bf24d-999\"\n\t\t\t\n\t\t><div class=\"sow-headline-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<h1 class=\"sow-headline\">\n\t\t\t\t\t\tDante\t\t\t\t\t\t<\/h1>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h3 class=\"sow-sub-headline\">\n\t\t\t\t\t\tXXVI canto del purgatorio \t\t\t\t\t\t<\/h3>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n<\/div><\/div><div id=\"panel-999-2-1-1\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child\" data-index=\"6\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<h3><strong>\u00ab\u00a0<\/strong><strong>Tanto mi piace la vostra cortese domanda, che non mi posso n\u00e9 voglio nascondere a voi. Io sono Arnaut che piango e vado cantando;\u00a0<\/strong><strong>preoccupato vedo la passata follia, e godendo vedo davanti a me la gioia che spero.\u00a0<\/strong><strong>Ora vi prego, per quel valore<\/strong><strong>\u00bb.<br \/><\/strong><strong>Purg.XXVI, 140-147 1<\/strong><\/h3>\n<h3> <\/h3>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lingua madre: l\u2019occitano La lingua occitana L\u2019Occitano o \u201clingua d\u2019oc\u201d come la defin\u00ec dante Alighieri, \u00e8 una lingua di derivazione neolatina molto diffusa nell\u2019Europa medievale tanto che fu per uso la prima lingua letteraria del medioevo dopo il latino. Una testimonianza della sua diffusione \u00e8 riscontrabile nella copiosa attivit\u00e0 dei \u201ctroubadours\u201d, poeti e musicisti medievali che cantavano di vicende legate alle gesta eroiche dei Cavalieri o dell\u2019amore (anche adultero) per le dame. 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