Gli antichi Sentieri dei valdesi di Calabria

Il Progetto “Alla Riscoperta dei Sentieri Valdesi in Calabria” è stato finanziato dalla Chiesa Valdese attraverso i fondi Otto per Mille e mira a ricostruire i sentieri di collegamento tra i principali luoghi storici in cui si insediarono i valdesi quando arrivarono in Calabria. Attualmente sono quattro i sentieri percorribili di maggiore rilievo che collegavano la comunità valdese di Guardia Piemontese alle altre comunità (valdesi e non) presenti sulla costa e nell’entroterra calabrese.

I centri principali collegati da queste vie erano Cetraro a nord, Fuscaldo a sud (paese dal quale dipendeva Guardia P. e città dei Marchesi Spinelli); Montalto ad est (città centro di interessi importanti, sia per gli scambi commerciali, sia per le comunità valdesi che vivevano in quelle zone). Oltre a permettere le comunicazioni e gli scambi commerciali con le altre comunità, essi servivano anche come vie di accesso alle aree montane interne, adibite al pascolo e alle colture. Sappiamo ad esempio che lungo questi percorsi, ai bordi delle strade, veniva coltivato il Gelso, le cui foglie erano usate per nutrire i bachi. Dai bozzoli dei bachi si ricavava la seta, molto richiesta nei mercati di Cosenza e Montalto.

La coltivazione dei gelsi e la produzione della seta erano pratiche comuni tra i valdesi di Calabria, specialmente a Guardia e San Sisto, dove l’arte tessile si sviluppò maggiormente fino a raggiungere dei livelli elevatissimi. A testimoniare quest’arte sono rimasti gli abiti da donna di Guardia Piemontese, esposti (insieme ad accurate riproduzioni) nel Museo Valdese del Centro Culturale Gian Luigi Pascale.

Oggi questi affascinanti sentieri, che nel medioevo e nel rinascimento hanno visto passare Nobili, ecclesiastici, predicatori itineranti e mercanti, sono oggetto di rinnovata attenzione in quanto si snodano in un’area geografica ricca di biodiversità e interessante dal punto di vista geologico.

SENTIERO DELL'ACQUA

Il sentiero si snoda lungo il tratto di Catena Costiera che comprende I territori occupati da Guardia P.se e Fagnano C.

SENTIERO DELL'FUOCO

Il sentiero si snoda lungo il tratto di Catena Costiera tra Fagnano C. e  Cetraro

SENTIERO DELLA TERRA

Il percorso inizia da Guardia Piemontese Km 0 in via Colletta e raggiunge la Caserma della Forestale nella località Cinquemiglia nel territorio di Fuscaldo.

SENTIERO DELL'ARIA

Il sentiero si snoda nel tratto di Catena Costiera occupato quasi interamente dai comuni di Fuscaldo e Montalto Uffugo

Per organizzare una escursione e percorrere gli antichi sentieri dei valdesi

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ALLA RISCOPERTA DEI SENTIERI VALDESI IN CALABRIA - IL PROGETTO

1. OBIETTIVO

Il progetto proposto, desidera essere la naturale continuazione e conclusione del progetto “Alla riscoperta dei Sentieri Valdesi in Calabria”, presentato nel 2015 e finanziato con i fondi Otto per mille della Chiesa Evangelica Valdese.
Come illustrato nel progetto approvato, nell’annualità 2016-2017 si è lavorato intensamente per “ricostruire” i sentieri di collegamento tra i principali luoghi storici in cui si insediarono i valdesi quando arrivarono in Calabria, tra la metà del 1200 e gli inizi del 1300.
Con il contributo della prima annualità è stato realizzato uno studio di fattibilità sui “sentieri valdesi” in Calabria. Sono stati riportati su carta i vari sentieri individuati attraverso le ricerche sul campo.
Nella seconda annualità (2017-2018) si mirerà a rendere accessibili e fruibili i percorsi valdesi, con le loro straordinarie risorse naturalistiche, paesaggistiche e ambientali ed a creare un processo di valorizzazione e promozione, tutela e salvaguardia della rete sentieristica.

La maggior parte degli antichi sentieri, vecchi tratturi, scorciatoie, vie di collegamento percorsi dai valdesi per spostarsi da un paese ad un altro o per compiere la transumanza, sono abbandonati e per renderli utilizzabili necessitano, in alcuni casi, di essere ripuliti, in altri di essere ritracciati.
Con questo ultimo progetto richiesto si vuole realizzare e lanciare il “Cammino Calabro Valdese”, congiungendo i diversi sentieri individuati e proponendo, se necessario, delle semplificazioni e o integrazioni al percorso fatto.
Lungo il Cammino avviene la stessa “selezione naturale” dell’alta montagna: presto ci si trova a camminare insieme a nostri simili. Stando a una ricerca a tema presentata da Touring Club in occasione della Slow Travel Fest dell’ottobre 2015, si tratta di persone bisognose di staccare dalla routine quotidiana, mosse da esigenze religiose, spirituali o culturali. Decise ad affrontare una sfida prima di tutto personale.

Bisognerà prepararsi ad entrare in una dimensione quasi mistica. Si dice che il cervello umano viaggi a cinque chilometri orari, la stessa velocità del “pellegrino”. È forse per questo che durante il cammino si scivola in uno stato quasi ipnotico, in stretto contatto con la propria interiorità.
Percorrendo il Cammino si scopriranno luoghi isolati e silenziosi, viste mozzafiato e habitat inaspettati, dove è facile separare il superfluo dall'essenziale.

Nelle zone frequentate dai Valdesi, riscoprire e valorizzare il patrimonio sentieristico, bene di inestimabile valore, anche nell'ottica di un suo recupero a fini di "turismo verde", permetterebbe di percorrere (a piedi, naturalmente, in bicicletta o a cavallo) qualche tratto di quelle "vie” ormai quasi inutilizzate e ciò significherebbe anche riportarlo ad un loro uso più consono, rispettoso e intelligente.

Dismesse oramai da tempo quali vie di comunicazione di persone, animali e merci, i tratturi potrebbero diventare dei grandi musei all'aperto. E in quei luoghi dove ragioni diverse ne hanno consentito la sopravvivenza, essi costituiscono oggi anche delle preziose testimonianze storiche e culturali, segni nuovamente pronti ad accogliere l'uomo tecnologico alla ricerca di se stesso.
Gli obiettivi generali del progetto sono:

- Mantenere viva la memoria storica dei luoghi valdesi: con tale progetto si punta a valorizzare, promuovere e rendere fruibili i luoghi in cui vissero e/o frequentarono i valdesi in Calabria. I percorsi toccano tutti i paesi in cui vissero i valdesi, sono descritti accuratamente i vari monumenti storici –culturali e proposti itinerari nuovi ed emozionanti, alla riscoperta degli antichi sentieri

- Incrementare i flussi turistici:altro obiettivo di questa iniziativa è anche riuscire a contribuire all’aumento dei flussi, sia in termini di arrivi, sia in termini di presenze.
- Favorire l’aumento medio della permanenza dei turisti: grazie al Cammino si potrà definire un itinerario costituito da più tappe, che può diventare un vero e proprio pacchetto turistico, poiché su di esso si può organizzareun viaggio che preveda la permanenza per almeno una settimana

- Dare un considerevole contributo all’economia turistica locale:“il Cammino Calabro Valdese” può essere consideratoun prodotto turistico di nicchia orientato ai mercati nazionali einternazionali e rivolto in particolare al turista coninteressi per la natura, l’enogastronomia e la storia valdese.Ma possono rientrare a pieno titolo anche in quei percorsi di valore spirituale ed alla ricerca di sé e di nuovi significati da dare alla propria vita, alla stessa stregua di percorsi certamente più conosciuti e di valore internazionale come il Cammino di Santiago e tanti altri.
- Pertanto si ipotizza una ricaduta economica, legata alla sua permanenza anche sui settori della ristorazione, della ricettività, finanche delloshopping. Inoltre lo sviluppo di attività legate a questo progetto potrà portare ad un aumento dell’occupazione sia nei settori dei servizi turistici direttamente e indirettamentecoinvolti (guide turistiche, strutturericettive, ristorazione, attività puramente commerciali, etc)

- Favorire la sinergia tra operatori del settore che forniscono servizi complementari:gli interessi convergenti degli operatori del settore creano i presupposti che taleCammino possa essere lo spunto perla loro collaborazione e complementarietà all’interno di un Sistema turistico integrato.

2. DESCRIZIONE

“Dalla seconda metà del 1200 al 1300, a più riprese, migliaia di pastori, di contadini e di artigiani di fede valdese immigrarono da alcuni paesi del Piemonte e del Delfinato verso alcuni villaggi in provincia di Cosenza come Montalto Uffugo, San Sisto dei Valdesi, Vaccarizzo di Montalto, Guardia Piemontese, dove trovarono le risorse economiche e lo spazio che difettava nelle loro valli sovrappopolate. In cambio di un canone d’affitto, in una terra che aveva bisogno di braccia, essi vissero la condizione del “ghetto”: i signori, il popolo, ed in fondo anche il clero, sapevano chi fossero; ma per le comunità di “diversi” era allora possibile coesistere, purché non si desse troppo nell’occhio, non insieme ma accanto agli altri. I Valdesi portarono in Calabria il loro amore per il lavoro, la riservatezza, tanto da essere stimati anche da cattolici al di là delle loro credenze ereticali.
Ma nel 1500, con l’avvento al potere del governo spagnolo nel Regno di Napoli, la situazione cambiò: era la fine dell’autonomia dei feudi meridionali. Lo stato spagnolo intensificò la persecuzione dei non cattolici, e la Chiesa istituì a metà del ‘500 per la repressione degli eretici il Sant’Uffizio e contro la diffusione della Riforma protestante aprì nel 1545 il Concilio di Trento. In più la Riforma calvinista, alla quale i Valdesi aderirono, pose il problema dell’uscita dalla prudenza e dal nascondimento, e della aperta professione di fede. Informati dai barbi che i Valdesi del Piemonte avevano abbracciato il culto pubblico, anche i calabro-valdesi vollero sentirsi al centro delle idee che si respiravano in Europa e uscendo allo scoperto, avviarono rapporti con la Ginevra di Calvino.

Animatore di quel rinnovato fervore fu Pascale che, giunto in Calabria nella primavera del 1559, predicò apertamente a San Sisto, poi a La Guardia, dove realizzò il culto pubblico. Il cavaliere Spinelli, signore di Guardia, lo incarcerò il 2 maggio 1559, dopo poco più di un mese di libera predicazione. Ma il coraggioso e giovane pastore toccò il cuore di molti Ultramontani, che lo aiutarono durante la sua lunga prigionia e ne realizzarono i consigli di fede anche dopo che, senza cedere nemmeno alle torture, venne impiccato a Roma nel settembre 1560.
La strage dei Valdesi di Calabria fu perpetrata dalla fine di maggio al giugno del 1561.
Nel giugno del 1561 vi fu una vera e propria “crociata” contro gli Ultramontani. In pochi giorni fu devastata San Sisto, decimata la popolazione di Guardia ad opera di armati che obbedivano ad istruzioni impartite direttamente dal Viceré di Napoli. Si trattò di un vero e proprio etnocidio. Lo scopo principale della Chiesa e dello Stato “fu la frammentazione della comunità, con la deportazione di un consistente numero di individui, il divieto di utilizzare il dialetto tradizionale, l’obbligo di creare nuclei familiari con ‘italiani”.

Tra le mura di Guardia si concentrarono i Valdesi che avevano abiurato. Ma le stragi non bastarono a disperdere la fede valdese dalla Calabria. Se all’Inquisizione riuscì, col tempo, la conversione forzata, essa subì invece, malgrado il suo enorme potere, una solenne sconfitta sull’annientamento dei Valdesi di Calabria come etnia e come parlanti occitani.
Mantenere viva la memoria degli eventi passati è un debito morale che ciascuno di noi ha contratto, in segno di commosso rispetto verso l’antico coraggio e la lunga resistenza di un popolo alla violenza e alla dimenticanza. (Enzo Stancati)”.
“Il Cammino Calabro Valdese” è un itinerario escursionistico che permette di scoprire l’eredità culturale dei Valdesi di Calabria e la loro storia economica e sociale, ma conduce anche a scoprire bellezze naturali e paesaggistiche, offrendo molteplici possibilità per passeggiate culturali e gastronomiche.
È una rotta che accomuna credenti e non, valdesi e persone di altre fedi, oltre che laici: ad unire tutti quelli che si mettono in cammino è  la voglia di vivere un’esperienza che permetta di ritrovare la vera natura dell’uomo, le profondità del proprio cuore, della propria anima.

Per percorrere a piedi l’intero Cammino Calabro Valdese, da Cetraro a San Vincenzo La Costa, occorre mediamente una settimana, se non si è esperti/professionisti. Ognuno ha il suo ritmo: non è un’impresa sportiva, per godere e arricchirsi di un’esperienza così unica, passeggiando nel bosco, occorre trovare il proprio ritmo biologico e spirituale e seguire quello.
In Finlandia e in Giappone le passeggiate nel bosco sono una pratica benefica per vincere lo stress e rigenerarsi. In Italia stanno nascendo i primi percorsi di “forestbathing”, ossia “totale immersione” nella foresta.
Tutto nasce in Giappone dalla traduzione dell’ideogramma shinrin-yoku che descrive la pratica di passeggiare in un bosco con un atteggiamento calmo, seguendo ciò che detta l’istinto, per riconnettersi con il mondo della natura; l’obiettivo ultimo è vincere lo stress e rigenerarsi. Questo significa non solo passeggiare, ma anche coinvolgere tutti i sensi: accarezzare una corteccia, far croccare delle foglie secche, godere degli odori di fiori, assaporare un frutto e far riposare gli occhi nel verde del bosco.
Il Cammino Calabro Valdese è già di fatto un percorso naturale di forestbathing.

Recenti studi medici e scientifici hanno decretato gli effettivi benefici terapeutici sulla salute di chi pratica il forestbathing: riduzione della pressione arteriosa, del battito cardiaco e dei livelli di cortisolo nel sangue, ma anche l’incremento dell’attività̀ dei linfociti NK (Natural Killer) che contrastano le cellule tumorali. Molte foglie delle piante presenti nei boschi (limocene, mentolo, eucaliptolo, canfora…) attraverso il loro aroma rilasciano monoterpeni unione di molecole benefiche per la salute.
In Estremo Oriente, un giapponese su quattro visita almeno una volta all’anno uno dei circa sessanta “ForestTherapyTrails” che sono stati istituiti negli ultimi anni. In Europa si è mossa per prima la Finlandia, dando vita al progetto Health from the Forest (salute dalla foresta), con esperienze nel bosco che combinano passeggiate, trattamenti spa e saune a base di oli con essenze balsamiche.
Al centro del nostro Cammino Calabro Valdese vi sono le Terme Luigiane, appartenenti ai Comuni di Guardia Piemontese ed Acquappesa.
Si tratta delle prime Terme in Europa per le caratteristiche salso – bromo – iodiche delle sue acque. Alle Terme Luigiane vi è una moderna SPA con percorsi benessere all’avanguardia.
Con tale progetto si vuole proporre ai gestori delle Terme, oltre che ai due Comuni interessati, la creazione di una convenzione con il Centro Culturale G. Luigi Pascale e concedere un pacchetto specifico ad un costo ridotto per tutti coloro che abbineranno il percorso SPA al Cammino Calabro Valdese.

Questo ultimo progetto, che rappresenta la fase finale del progetto avviato alla fine del 2016 è probabilmente quello più strategico.
Attraverso il finanziamento di questo progetto potremo lavorare intensamente alla creazione di una rete territoriale efficace ed efficiente che possa permettere all’idea progettuale di autofinanziarsi negli anni futuri.
Si vogliono creare sinergie con Tour Operator nazionali e stranieri al fine di promuovere al meglio specifici pacchetti turistici, proposti dal Centro Culturale.

Quest’ultimo sarà il promotore della promozione e valorizzazione dei borghi coinvolti nel progetto.
Nell’anno (2017) che il MiBACT dedica alla promozione dei borghi, Airbnb lancia un piano nazionale Borghi Italiani (ItalianVillages) per contribuire alla valorizzazione di questi luoghi e delle loro comunità. Far conoscere i piccoli centri italiani ai viaggiatori di tutto il mondo significa accendere i riflettori su paesaggi, tradizioni e saperi unici, espandere le economie locali e promuovere un turismo più sostenibile, fuori dalle rotte italiane più battute. Il piano, patrocinato da ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, e sviluppato in collaborazione con il MiBACT, prevede la valorizzazione di oltre 40 borghi, diffusi in tutto il Paese, attraverso un ventaglio di progetti diversi.

È emerso che negli ultimi 12 mesi gli host residenti delle aree rurali (47 anni l’età media, il 52% donne) hanno guadagnato complessivamente quasi 80 milioni di Euro, ospitando oltre 540.000 viaggiatori attraverso i 30.000 annunci disponibili. La durata media del soggiorno è stata di 5 notti, con 3 persone a comporre il gruppo medio. Il guadagno annuale dell’host tipico delle aree rurali è stato di 1.600 Euro, frutto in genere di 16 notti prenotate.
Con il nostro progetto intendiamo promuovere i borghi interessati dal Valdismo e toccati dal Sentiero Calabro Valdese, valorizzare le loro comunità e mettere in contatto gli host di questi piccoli centri con i viaggiatori interessati a scoprire il Cammino proposto meno conosciuto, condividendo casa con gli abitanti del posto. In tal modo, i possessori di seconde case, inutilizzate, potranno fittarle e trarre dei guadagni.

Questa tipologia di accoglienza turistica ha anche un grande pregio, oltre quello di aumentare il flusso turistico e migliorare l’economia locale, ha il grande pregio di consentire al turista di conoscere, di impregnarsi di usi, costumi e tradizioni locali che è il miglior modo perché un luogo nuovo visitato possa essere conosciuto in modo più profondo, lasciando tracce meno labili, da rendere lo stesso turista che rientra a casa, un miglior portatore di messaggio promozionale e esperienziale.
Il Centro Culturale stilerà un vademecum per tutti coloro che vorranno far parte delle rete. Si creerà una convenzione con i proprietari di casa che dovranno garantire degli standard qualitativi minimi di decoro, igiene e sicurezza.
Mentre si lavora alla presentazione del progetto (Novembre 2017) il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, presenta a Roma l'Atlante dei Cammini d'Italia. Un portale innovativo che raccoglie per la prima volta le informazioni per attraversare l'Italia nei percorsi culturali e naturalistici gestiti da associazioni o enti pubblici, per lo sviluppo del turismo lento. Dei 131 Cammini proposti da Regioni e province autonome, al momento sono stati riconosciuti 41 Cammini in tutta Italia, che possiedono tutti i requisiti sanciti dal Comitato nazionale appositamente costituito.
La Calabria è presente nell'Atlante con ben due Cammini attualmente validati, quello di San Francesco di Paola e il Sentiero del Brigante tra Aspromonte e Serre.
«La Calabria – si legge in una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale – è l'unica regione meridionale dell'Italia peninsulare ad avere ben due Cammini regionali compresi nel nuovo catalogo ministeriale. Un risultato importante per una regione che punta molto a farsi conoscere attraverso il connubio tra natura e cultura e che costituisce per molti, ancora, un territorio inesplorato, ricco di fascino per la storia millenaria e il paesaggio vario e a tratti selvaggio. Il recente avviso per il sostegno alle attività di Cammini del 2017, nell'ambito del progetto interregionale South Cultural Routes, ha svelato un fermento in questo settore, che sta crescendo a livello internazionale, anche in Calabria e che la Giunta regionale vuole qualificare. Altri Cammini calabresi pur meritevoli avranno la possibilità di essere inseriti nell'Atlante ministeriale al raggiungimento dei requisiti indispensabili, stabiliti dal Comitato nazionale del Mibact».

Il lavoro che verrà fatto anche attraverso questo progetto è quello di lavorare a stretto contatto con la Regione Calabria e cercare di inserire il Cammino Calabro Valdese nell’ l'Atlante dei Cammini d'Italia.
Di fondamentale importanza saranno gli incontri con gli stakeholder del territorio:verrà richiesto a ciascun Comune interessato all’iniziativa, di coinvolgere tutte le associazioni, istituzioni scolastiche, fondazioni, esperti, guide, volontari cittadini, etc, per renderli protagonisti del progetto e sensibilizzarli all’iniziativa al fine di contribuire alla promozione e ripulitura/sistemazione dei sentieri. Tutti gli attori territoriali di riferimento, inoltre, dovranno essere fortemente motivati per un indispensabile supporto per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei sentieri e per dotare i sentieri di adeguata segnaletica. Questo tipo di attività infatti può costituire un'opportunità in termini educativi, divulgativi e di coinvolgimento del pubblico sulle tematiche della natura, dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile.Ad ottobre 2016, l’Ente Parco Nazionale della Sila e i “custodi dei sentieri” hanno stipulato diverse convenzioni per “adottare un sentiero”. Il Parco Nazionale ha voluto instaurare una collaborazione con tutti gli stakeholder del territorio per la manutenzione ordinaria e straordinaria della segnaletica, della vasta rete sentieristica del Parco. Con il nostro progetto vorremmo creare le basi per “l’adozione dei sentieri” in termini di manutenzione ordinaria e straordinaria, non solo della segnaletica ma di tutto il sentiero. L’obiettivo degli incontri con gli stakeholder è quello di mantenere efficiente la sentieristica e nello stesso tempo consolidare i legami tra il Centro Culturale G. L. Pascale e il territorio.

Continueranno le Sinergie con il CAI (Club Alpino Italiano), fondamentali per il successo strategico del progetto.
Molto importante sarà la Caratterizzazione del Cammino: verrà effettuata la caratterizzazione del Cammino sulla base delle valenze naturalistiche/paesaggistiche e delle realtà economiche tradizionali locali, attraverso continui sopralluoghi sul campo, oltre alla valenza storica, religiosa e spirituale, primigenie di questo progetto.
Verranno organizzate serate storiche con cene a base di prodotti locali (quali ad esempio le ricottine fresche o i formaggi prodotti in loco, verdure selvatiche, prodotti a chilometro zero, etc). Tutto ciò per sostenere l’economia locale. Durante le serate storiche si parlerà della storia dei valdesi di Calabria e ovviamente degli antichi sentieri.
Durante questo anno verranno realizzate Lezioni all’area aperta, lungo il Cammino, per scolaresche e per tutti coloro che vorranno aderire, con la partecipazione del CAI, di gruppi di camminatori, di esperti di NordicWalking.
Il progetto prevede anche la realizzazione ed installazione di cartellonistica necessaria:
La segnaletica non deve arrecare disturbo ecologico ed estetico, deve essere anche di facile lettura. I picchetti segnavia e la cartellonistica dovranno essere conformi alle indicazioni CAI che da tempo hanno codificato parametri internazionali di comunicazione.
Essendo questo l’anno della conclusione di un progetto così importante, sarà riservato molto spazio alla Divulgazione/Comunicazione/Informazione del progetto realizzato e Diffusione e Valorizzazione dei risultati raggiunti:
Nello specifico si intraprenderanno:

- Azioni informative e di divulgazione del progetto;
- Diffusione e valorizzazione dei risultati;
- Convegno Finale.

La Diffusione e Valorizzazione dei risultati si riferisce all’utilizzo e all’applicazione pratica dei risultati del progetto. Lo scopo di queste attività è incrementare l’impatto del progetto mediante i suoi effetti moltiplicatori e di assicurare la sostenibilità dei risultati raggiunti.

Per favorire la divulgazione e dare maggiore visibilità all’intero progetto si è previsto di utilizzare non solo i canali tradizionali di diffusione, ma anche quelli più innovativi, rappresentati da internet che permette di raggiungere più facilmente le fasce della popolazione più giovani che devono essere maggiormente sensibilizzate nei confronti delle tematiche proposte.
Si è previsto di coinvolgere, nell’ambito delle attività di informazione e pubblicità, un vasto pubblico individuato tra gli operatori coinvolti a vario titolo nel progetto in modo diretto ed indiretto, in particolare:

• Opinion Leader intesi come Istituzioni Pubbliche (Autorità regionali, locali ed in genere Autorità pubbliche competenti), mass media e gli operatori che a vario livello e titolo si occupano delle tematiche oggetto di questo Progetto (Scuole, Istituti, Università, Organizzazioni di ricerca, ecc.)

• Beneficiari intesi come tutti i soggetti, sia di natura pubblica che privata, coinvolti nelle attività relative al Progetto.
• Target Specifici.