Centro Culturale Gian Luigi Pascale

Un accordo di rete fa riscoprire la storia dei Valdesi di Calabria agli studenti

“I Valdesi in Italia”

Tre licei italiani, uno di Torre Pellice, uno di Firenze e uno di Cosenza, sono venuti in visita a Guardia Piemontese accolti dal Centro Culturale Gian Luigi Pascale a seguito dell’accordo di rete “I valdesi in Italia” siglato tra le tre scuole. 

Ma perché a Guardia Piemontese?

A partire dal XIII-XIV secolo fino al XVI secolo la presenza dei Valdesi in Calabria andò intensificandosi. Arrivarono in regione dal Piemonte intraprendendo un viaggio che all’epoca dovette sembrare interminabile per fuggire alle persecuzioni religiose in atto nelle loro terre. Nella quasi totalità dei casi si insediarono presso comunità preesistenti, mentre nel caso di Guardia vi fu una eccezione.

A Guardia (all’epoca territorio dei signori di Fuscaldo) vi era solo una torre di avvistamento per le navi dei pirati. Null’altro. Venne perciò concessa una terra incolta, ma fertile, a patto di cedere annualmente ai Signori fuscaldesi parte delle rendite terriere.

La situazione di pace frutto anche del benestare dei feudatari di Fuscaldo, durò per alcuni secoli finché per motivi religiosi, nel Giugno del 1561, venne organizzata la crociata contro i Valdesi di Calabria. I mandanti furono il Viceré di Napoli, i nobili calabresi e le autorità Cattoliche. Da quell’anno in poi la fede valdese a Guardia mano mano scomparve, ma la presenza della cultura valdese a Guardia no. Almeno non totalmente.

Gli elementi che testimoniano la presenza Valdese a Guardia:

L’arte tessile: che affinarono grazie ai contatti con gli Ebrei e che sopravvisse fino a tempi recentissimi e che oggi con successo è in fase di recupero.
La lingua, ovvero l’Occitano, che ancora si parla tra le vie del Borgo e che vive una fase di rinnovato interesse da parte degli studiosi di mezza europa.
La porta del Sangue, porta di accesso principale al paese. Il nome deriva da una leggenda (ma tutte le leggende hanno sempre una minima verità di fondo) che narra di come tanto fu il sangue versato dai valdesi durante la strage, da fluire fino alla porta.
Gli antichi sentieri che permettevano alla comunità Guardiola di comunicare e intrattenere rapporti con tutte le altre comunità calabresi. Questi sentieri (recentemente rivalutati) sono percorribili con l’aiuto delle guide ambientali. 

L’accordo di rete

L’accordo di rete, “I valdesi in Italia”, è stato siglato dal Liceo Classico “B. Telesio” di Cosenza, dal “Valdese” di Torre Pellice (TO) e il “Galileo” di Firenze,  per far approfondire ai ragazzi una pagina poco conosciuta della storia d’Italia.

Gli studenti provenienti da fuori regione e partecipanti allo scambio culturale (accolti dalle famiglie degli studenti del Liceo Classico “B.Telesio”), si sono trattenuti per tre giorni in Calabria. In questo lasso di tempo hanno potuto visitare il bellissimo centro storico di Cosenza insieme ai luoghi simbolo della presenza valdese in Calabria: San Sisto, Montalto e Guardia.

La visita ha permesso agli studenti di aprofondire la conoscenza sulle vicende storiche che coinvolsero i Valdesi di Calabria, la loro cultura e la loro lingua: l’occitano.

Il comunicato stampa dell’accordo

[… “L’accordo di rete, “I valdesi in Italia“, siglato insieme ad altri due prestigiosi licei italiani, il “Valdese” di Torre Pellice (TO) e il “Galileo” di Firenze, non vuole essere una mera occasione di “socializzazione di esperienze didattiche”, ma significa approfondire una pagina della storia italiana poco conosciuta dall’italiano medio.

Il Telesio è orgoglioso di ospitare 16 studenti e docenti che, accolti dalle famiglie dei nostri liceali, giungeranno il 14 novembre a Cosenza, trattenendosi per tre giorni per visitare i luoghi degli antichi valdesi e per discutere della loro strage avvenuta nel lontano 1561.”

“Non si tratta solo di portare gli studenti nei paesi dell’eccidio dei seguaci di Pietro Valdo (San Sisto, Montalto, Guardia), giunti in Calabria fin dal XIV secolo, ma di prendere piena consapevolezza dell’enorme patrimonio culturale e linguistico, quello occitanico, che si è perduto e che oggi si tenta di recuperare faticosamente grazie all’impegno di associazioni, come il Centro Culturale Pascale, di volontari e di studiosi…]

La visita presso il Centro Culturale G.Pascale

I ragazzi arrivati a Guardia Piemontese verso le 13:00 sono stati accolti nella Foresteria del Centro Culturale. Divisi in tre diversi gruppi, hanno fatto visita al Museo Valdese, al Laboratorio di Arte Tessile e al Centro Polifunzionale.

Qui le nostre guide e i nostri responsabili hanno portato gli studenti a compiere un viaggio attraverso i secoli di storia, offrendo loro spunti di riflessione su tematiche importanti e quanto mai attuali come la libertà di espressione e religiosa, la tolleranza e la tutela delle minoranze. Guardia Piemontese infatti è una minoranza linguistica. L’unica isola linguistica occitana del sud italia. 

Un libro consigliato per l’approfondimento storico

L’inferno è dirupato. I valdesi di Calabria fra resistenza e repressione” di Renata Ciaccio.

Le foto della visita

Tina Galderisi, una delle responsabili del Laboratorio Tessile, illustra il funzionamento del telaio manuale.

Uno dei tre gruppi in visita al centro polifunzionale.

Il Responsabile del Centro Culturale, Fiorenzo Tundis durante una spiegazione presso il centro Polifunzionale

Concetta Avolio, una delle responsabili del Laboratorio tessile, veste le ragazze con il Tipico abito Guardiolo

Sandra Treviso, conduce gli studenti e i professori in visita presso le sale del Museo Valdese

Foto di gruppo degli studenti insieme a Teresa Sacco (prima da sinistra), guida del Museo Valdese

Tina Galderisi illustra agli studenti come era composto l’antico abito femminile Guardiolo.

Studentesse vestite con gli abiti tipici guardioli, insieme ai responsabili scolastici e alla presidentessa della fondazione occitana Gabriella Sconosciuto (a destra)

In ordine da sinistra: Abito da Sposa, da festa e giornaliero.

Foto di gruppo presso la Porta del Sangue di Guardia Piemontese

Le ragazze in abito insieme alle responsabili del Laboratorio tessile Tina Galderisi e Concetta Avolio

 

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