SENTIERO 3 – DALL’ENTROTERRA DI FUSCALDO A MONTALTO UFFUGO

INQUADRAMENTO TERRITORIALE

Il sentiero si snoda lungo l’area centrale della Catena Costiera, da Fuscaldo fino a Paola (CS). Quasi tutto il percorso si sviluppa su rocce di tipo metamorfico di basso grado: le filladi, che derivano dai processi metamorfici di argille e sabbie. Nella sua parte finale, invece, si trovano essenzialmente argille, rocce sedimentarie che si sono formate dallo sfaldamentoIl percorso parte dalla Caserma della Forestale in località Cinquemiglia (Fuscaldo), giunge a Parantoro nel Comune di Montalto Uffugo. Attraversando il bosco verso EST, si giunge a Laghicello, area classificata come SIC (Sito interesse comunitario) da dove si imbocca il sentiero verso SUD per circa 2,5 km fino al Varco dell’Olmo. Dal Varco dell’Olmo si lascia la cresta e si scende verso Serra Pietrastretta a EST giungendo a Parantoro e infine a Montalto Uffugo costeggiando il fiume Ferrara.

INQUADRAMENTO GEOLOGICO

Il sentiero si snoda lungo l’area centrale della Catena Costiera, da Fuscaldo fino a Paola (CS). Quasi tutto il percorso si sviluppa su rocce di tipo metamorfico di basso grado: le filladi, che derivano dai processi metamorfici di argille e sabbie. Nella sua parte finale, invece, si trovano essenzialmente argille, rocce sedimentarie che si sono formate dallo sfaldamento, in grani finissimi, di rocce preesistenti e sabbie.

DESCRIZIONI DEGLI AMBIENTI

Il sentiero che collega la Caserma della Forestale a Montalto Uffugo è dominato essenzialmente da bosco di faggio, con la presenza del castagno e l’acero. Il sottobosco è più ricco e vi si può incontrare l’ebbio, il prugnolo, il biancospino e la felce acquilina e il timo che si trova frequentemente ai lati delle piccole scarpate sul territorio. Anche l’agrifoglio fa la sua parte nel periodo autunnale, che diventa maestoso dove il faggio diviene più rado. Superato Cozzo Cervello, si scende di quota e il faggio scompare lasciando il posto all’acero e al castagno. La fauna di quest’area (comprendente anche le montagne attorno al sentiero) è estremamente importante. Tra i mammiferi si segnala la presenza del Lupo, del Cinghiale e del Gatto selvatico, felino molto raro e difficile da osservare, ma la figura di spicco è rappresentata dal capriolo italico tipico del meridione. Più comuni invece gli istrici e le volpi. Tra gli anfibi sono stati segnalati invece: la salamandra dagli occhiali e l’ululone appenninico, il tritone crestato, inoltre la zona rappresenta un probabile sito di riproduzione per il tritone alpestre inaspettato.

Testo di PAOLA LENTINI – Guida ambientale escursionistica

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