Centro Culturale Gian Luigi Pascale

La Gàrdia: radici e germogli appesi ad un filo

PUPI SICILIANI

Vi parliamo della realizzazione del progetto: “La Gàrdia: radici e germogli appesi ad un filo”, finanziato con i fondi Otto Per Mille della Chiesa Valdesi e proposto dal Centro Culturale Gian Luigi Pascale.

Quello che desideriamo creare e mettere in scena, è uno spettacolo teatrale inedito di pupi siciliani che vedrà protagonisti i valdesi di Calabria.

  L’idea è quella di partire dalla rappresentazione dei pupi per arricchirla e fonderla con le tecniche di cantastorie, creando musiche e canzoni uniche e basandoci anche sui canti della tradizione occitana.

Il tutto verrà arricchito da un approfondito studio storico.

Metteremo in scena un’opera che si ispirerà ai valori universali dell’amore, della pace, della fratellanza, della tolleranza, facendo rafforzare in ciascun partecipante la fiaccola della speranza.

Non è tanto l’intenzione narrativa quella che ci ha mosso a concepire lo spettacolo in questa forma.

Questo carico spetta alla Storia che, come suo compito scientifico, ha esaurito il suo ruolo sondando i grandi eventi, i verbali, le condanne, gli eccidi, le nomine nobiliari, le Bolle Papali.

I testi di studio che verranno elaborati a partire dai documenti ufficiali, raccontano degli accadimenti che hanno coinvolto vittime e carnefici dell’intolleranza cattolica in Calabria.

Gli studiosi non hanno però la possibilità di entrare nelle pulsioni private dei singoli, nei loro sentimenti, nelle loro visioni.

“Forse solo l’arte può tentare di ipotizzare ciò che è nascosto in queste oscurità, tentando di irradiare una sorta di chiarore che pretende, tanto arbitrariamente quanto sinceramente, di intuire gli entusiasmi, i dubbi, le gioie, gli amori e le profonde sofferenze di coloro che hanno vissuto, nel bene e nel male prima di noi.”

IL TEATRO DEI PUPI SICILIANI

Il teatro dei pupi è riconosciuto dall’Unesco come Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità.

Nelle sue forme più classiche e codificate, lo spettacolo dei pupi prende forma a metà Ottocento, quando vengono messe in scena storie di banditi e santi. Oltre a drammi shakespeariani e le vicende dei paladini di Francia.

Noi abbiamo deciso di raccontare la storia di Guardia perché è l’unica minoranza linguistica occitana esistente in Calabria di origine valdese. 

L’associazione Culturale Marionettistica Popolare Siciliana, ha avviato un percorso che, partendo dall’opera dei pupi tradizionale e recuperandone il messaggio originale di teatro popolare, approda agli spettacoli di impegno sociale e antimafia. Insieme ai classici shakespeariani. Coinvolgendo anche le scuole.

I PARTECIPANTI ALL’INCONTRO: LA GÀRDIA RADICI E GERMOGLI APPESI A UN FILO 

Angelo Sicilia: regista teatrale e  studioso della storia del teatro dei pupi di scuola palermitana.

Francesca Prestia: unica cantastorie donna della Calabria che racconta la storia dei vinti.
La prestia narra, suona e canta per protestare denunciare e resistere.
Interpreta la canzone sociale non solo come arte d’intrattenimento, ma come mezzo per conoscere e aggregare.
Le sue ballate sono terreno privilegiato per dare voce agli emarginati. Sopratutto alle donne ignorate o considerate soggetti passivi dalla storia. Sacrifici, speranze, sogni e amori del passato e del presente che commuovono ed emozionano. Ha inciso diversi cd,  composto varie colonne sonore e curato la scrittura della sceneggiatura di spettacoli musico-teatrali. Ha all’attivo numerosissimi concerti, molti a fianco di Otello Profazio e Roberto Vecchioni.

Marco Fratini, Testimonial del Festival delle Riforme Culturali e bibliotecario presso la Fondazione Centro Culturale Valdese di Torre Pellice.
Fiorenzo Tundis e Gabriella Sconosciuto del Centro Culturale Gian Luigi Pascale di Guardia Piemontese.