Centro Culturale Gian Luigi Pascale

Festival delle Riforme Culturali – il programma

Da un’isola linguistica, un Festival per pensare il mondo

 

Il Festival delle Riforme Culturali, (CFR), intende porsi come riferimento nazionale e in prospettivainternazionale per tutte le persone, che si riconoscano nell’istanza di produrre o incoraggiare cambiamenti culturali. Purché edificanti nella società contemporanea.

Non si tratta di una rassegna incentrata su eventi spettacolari o di grande richiamo mediatico. Il CFR privilegerà l’incontro autentico, di qualità, tra persone motivate che cercano il confronto, il dialogo e l’approfondimento di temi di grande rilevanza e urgenza, che il Festival, di edizione in edizione, si sforzerà a collegare intimamente tra loro.

I temi discussi:

il diritto alla diversità; la democrazia culturale; lo sviluppo sostenibile; la tolleranza religiosa; la tutela dell’ambiente e la valorizzazione del paesaggio; l’educazione alla cittadinanza; la libertà di pensiero e di parola; l’altermondialismo; la coesione e l’integrazione sociale; il ruolo della memoria; le forme e la natura dell’identità; i legami intergenerazionali; il valore delle lingue di prossimità o minoritarie.

Oltre che possedere un’alta valenza simbolica, coerente con lo spirito del CFR, lo scenario del Festival è un luogo di eccezionale bellezza paesaggistica e di straordinaria ricchezza culturale: GuardiaPiemontese. Comunità di origine valdese (XIV secolo), teatro di una repressione religiosa particolarmente violenta all’epoca della Controriforma e scrigno che conserva sorprendenti sopravvivenze linguistiche e naturalistiche. Ad oggi unica isola occitana in Calabria e nel Sud Italia

Il tema della seconda edizione:
«Radici e ali. Lingue materne, lingue autoctone, lingue e ambiente»

Nell’anno internazionale 2019 delle lingue autoctone UNESCO, la seconda edizione del Festival delle Riforme Culturali di Guardia Piemontese intende proporre un approccio innovativo al problema della difesa e promozione della diversità linguistica e culturale.

Come il sottotitolo suggerisce (Radici e ali) e come il verso del poeta Juan Ramón Jiménez chiarisce («purché le ali si radichino e le radici volino»), la crisi dei modelli sociali, economici e politici del nostro tempo –fondati su dogmi ascendenti quali la crescita indefinita, il progresso tecnico lineare e inarrestabile, la competizione come garanzia di democrazia e il consumo come garanzia di benessere e sviluppo– spinge verso una salutare riconsiderazione delle esperienze che le nostre società hanno in memoria.

La perdita di memoria e di identità, intesa quest’ultima nel senso più ricco e profondo e non nella triste prospettiva di chiusura xenofoba (purtroppo comune a troppe campagne elettorali), è all’origine di svariate forme di alienazione, individuale e collettiva. Perdita di sé e perdita di senso si alimentano l’un l’altra, fragilizzando l’individuo ridotto a consumatore e a merce. In questo scenario economicocentrico, in cui la libertà è spesso soltanto un’ingannevole seduzione consumistica ed è più che altro sinonimo di distrazione, di divertimento e di godimento narcisistico, il tempo della riflessione, della concentrazione, dell’emozione intima, della comprensione profonda, del silenzio, delle relazioni forti con il prossimo sembra sfaldarsi o comunque ridursi al lumicino. All’economia globale non segue esattamente un pensiero globale, organico, consapevole, radicato e alato.

Da queste macerie spirituali e intellettuali si alza, tuttavia, una voce. Benché sia ancora confusa, essa si sta trasformando a poco a poco in un canto, talvolta in un grido rabbioso di cambiamento. La ricchezza della memoria individuale e collettiva, i legami intergenerazionali, la solidarietà umana, i sentimenti e il rispetto per l’altro e per l’ambiente, la bellezza in tutte le sue forme dovrebbero saziarci e renderci immuni dalle mille dipendenze che ci debilitano, ci rendono bisognosi di ogni cosa superflua e ci isolano in una prigione egotica.

Anno internazionale UNESCO delle lingue autoctone

In questa prospettiva, nell’anno internazionale UNESCO delle lingue autoctone, durante Il Festival delle Riforme Culturali vogliamo interrogarci sul ruolo che proprio le lingue minoritarie, identitarie e di prossimità possono svolgere per accompagnare il cambiamento dei modelli sociali e culturali contemporanei. Pensate tradizionalmente come «oggetti» o «patrimoni» da tutelare, oggi tali lingue-culture possono al contrario diventare avamposti di un nuovo modo di concepire le relazioni tra le persone, in seno a comunità nuovamente coese: integrando nuovi elementi (da sempre le lingue integrano i prestiti e da sempre evolvono attraverso il contatto tra gruppi umani diversi) e conservando e aggiornando una memoria talvolta molto antica.

Ospiti e attività dell’edizione 2019

Nella prospettiva della valorizzazione e della (ri)scoperta della diversità linguistica il Festival di quest’anno darà uno spazio particolarmente importante alle emozioni e ai sentimenti linguistici. Durante l’intera durata dell’evento, infatti, il regista cinematografico friulano

Massimo Garlatti-Costa (Raja films)

Con la sua troupe effettuerà le prime riprese del film Lingua Mater (Produzione LEM-Italia e Raja films) nell’ambito delprogetto europeo Viva Tramontana (Programma Europa Creativa 2014-2020). Ogni partecipante al Festival è invitato a dare un contributo sotto forma di testimonianza del proprio rapporto «sentimentale» con la propria lingua materna.

I laboratori sulla linguistica per losviluppo saranno animati da

Jean-Philippe Zouogbo

docente di Linguistica all’Université Paris-Diderot e fondatore della rete internazionale POCLANDE (Popolazioni, Culture, Lingue e Sviluppo). Il binomio «linguistica e sviluppo», variamente declinato nei vari contesti nazionali e continentali, rappresenta forse la punta più avanzata della ricerca in ambito sociolinguistico e contiene il seme di una vera riforma culturale e di un cambiamento sostanziale nell’interpretare la difesa e la promozione della diversità linguistica.

Associazione LEM-Italia (Lingue d’Europa e del Mediterraneo)

Impegnata da dieci anni nella promozione della diversità linguistica in Italia e nel mondo. A essa si devono eventi scientifici internazionali come le Giornate dei diritti linguistici, il Primo Congresso mondiale dei diritti linguistici (2015), ma anche innovative forme di ricerca e comunicazione itinerante, le annuali Carovane della memoria e della diversità linguistica. La «linguistica dello sviluppo sociale» è la scienza pratica, oggi restituita in un robusto volume di imminente pubblicazione presso l’editore Franco Angeli, che riassume le principali acquisizioni e i più significativi risultati di questi densissimi anni d’impegno.

Oltre ai laboratori condotti dagli ospiti sono previste diverse attività per pubblici diversi: mini-corsi per l’iniziazione alla lingua occitana di Guardia Piemontese; escursioni (sentieri valdesi e scoperta della fauna e flora del territorio); conferenze; visite guidate al centro storico di Guardia Piemontese e al Museo valdese; altre animazioni culturali: musica, letture, degustazioni.La linguistica per lo sviluppo ha attecchito anche in Italia. Tra i vari cantieri in corso,

Fernanda Pugliese (Associazione Rivista Kamastra)

interverrà in rappresentanza degli sportelli linguistici molisani (arbëreshe na-našu), nel cui ambito negli ultimi quattro anni sono state realizzate alcune esperienze modello, trasferibili ad altricontesti minoritari, in cui si è realizzata una felice sinergia tra la comunità dei parlanti, la comunità scientifica, il mondo associativo e la pubblica amministrazione.

Marco Fratini

Testimonial del Festival delle Riforme Culturali, laureato in Storia dell’Arte medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino.
Bibliotecario presso la Fondazione Centro Culturale Valdese (Torre Pellice, TO).
Membro del Comitato editoriale della rivista “Riforma e movimenti religiosi” (già “Bollettino della Società di studi valdesi”, fondato nel 1884, edito dalla Società di studi valdesi). Fra le sue pubblicazioni: L’annessione sabauda del Marchesato di Saluzzo : Tra dissidenza religiosa e ortodossia cattolica (secc. XVI-XVIII) (ed.) (Torino 2004); Libri, biblioteche e cultura nelle Valli valdesi in età moderna (Torino 2006);Una frontiera confessionale: la territorializzazione dei valdesi del Piemonte nella cartografia del Seicento, in Confini e frontiere nell’età moderna : un confronto fra discipline (ed. Alessandro Pastore, Milano 2007); Per una geografia del valdismo mediterraneo, in Valdesi nel Mediterraneo : Tra medioevo e prima età moderna (ed. Alfonso Tortora, Roma, Carocci, 2009); Le cinquecentine della Riforma tedesca e svizzera nella Biblioteca valdese (ed. con Lorenzo Di Lenardo, Torre Pellice, 2017); Le cinquecentine del Fondo Piero Guicciardini nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (ed. con Laura Venturi, Torre Pellice, 2017).

Walter Pellegrini

Editore e titolare della Casa Editrice Luigi Pellegrini Editore dal 1982. Fondata nel 1952, la casa editrice, nata con l’ambizione di dare una voce alla Calabria in Italia, ha all’attivo più di 2500 pubblicazioni in 65 anni.

Con l’ingresso di Walter Pellegrini è stato potenziato il settore dei periodici e delle collane specializzate. Campi Immaginabili, Giornale di Storia Contemporanea, Letteratura & Società, Qualeducazione, Voci(semestrale di antropologia), Diritto e Religioni, Fata Morgana sono le riviste alle quali collaborano nomi prestigiosi del mondo accademico e culturale italiano nei diversi settori. La cospicua collaborazione con università, scuole, centri di ricerca e fondazioni culturali ha consentito alla casa editrice di impegnarsi nella pubblicazione di opere di didattica, pedagogia, critica letteraria, storiografia, architettura e urbanistica che, affiancandosi ai tradizionali settori della saggistica e della narrativa, hanno portato alla creazione di un ampio catalogo.

Charé Moulâ

Sono un gruppo di musica e canti tradizionali, composto da giovani (e meno giovani…) delle Valli Po e Varaita (Po e Varacho). Il repertorio spazia dalla tradizione occitana in generale (e delle valli italiane in particolare), ai canti e alle musiche piemontesi, senza disdegnare incursioni nella tradizione folk italiana, irlandese, basca e nel repertorio di canti sociali e della Resistenza.

About Tarantella

Si occupa di recupero e riproposta delle Manifestazioni Coreutiche del Sud Italia, opera su vari territori regionali e non solo, conserva il carattere tradizionale delle Danze Popolari avvicinandolo a quello moderno, lo scopo è quello di mantenere in attività l’espressione della danza folk in termini di identità e storia, di condivisione e ovviamente divulgazione.

La Sciarpa della Pace

La speranza in un mondo migliore ha animato la realizzazione della Sciarpa della Pace, che sarà ospite del Festival, alla presenza del presidente Senior Italia Calabria Maria Brunella Stancato. La coloratissima sciarpa di lana è stata realizzata all’uncinetto, da tutti i nonni della Calabria, si allunga anche fuori regione e riscalda i cuori, parla di pace, accoglienza e solidarietà in un ideale abbraccio dal forte significato solidaristico.

Ma la lingua « autoctona » certamente più celebrata durante il Festioval sarà l’occitano di Guardia Piemontese. È attorno a questa varietà linguistica, presente in Calabria da quasi sette secoli e sopravvissuta all’eradicamento del valdismo, simbolo della resistenza, della resilienza e dell’irriducibilità umane, che saranno strutturati numerosi altri eventi e attività (escursioni, visite, degustazioni, tavole rotonde e incontri).

 

PROGRAMMA

Lunedì 3 giugno

Ore 10.00, Piazza della Strage

Inaugurazione  del Festival delle Riforme Culturali

Saluti:

Vincenzo Rocchetti : Sindaco di Guardia Piemontese

Beatrice Grill: Presidente Centro Culturale “Gian Luigi Pascale”

Interverranno:

Gabriella Sconosciuto: Direttrice del Festival, Presidente Fondazione Occitana

Giovanni Agresti: Direttore scientifico del Festival, Université Bordeaux Montaigne e Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Elisabetta Barbuto: Parlamentare della Repubblica, Componente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati

Anna Laura Orrico: Parlamentare della Repubblica, Componente della X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati

Margherita Corrado: Parlamentare della Repubblica, Componente della VII Commissione permanete (Istruzione pubblica, Beni Culturali) del Senato

Presenti le Tramontane, con il tipico abito guardiolo

Intermezzo musicale a cura dei Charé Moulâ

Sfilata della « Sciarpa della Pace » a cura dell’Associazione Senior Italia Calabria e con la partecipazione dell’Associazione  Culturale Anziani  di Guardia Piemontese

Esibizione di balli tradizionali a cura di About Tarantella

 12.00 Visita guidata al centro storico di Guardia Piemontese chiacchierando con il  regista cinematografico friulano Massimo Garlatti -Costa (Raja films)

 13.30 Pranzo presso la Sala Operaia di Guardia Piemontese

15.30 – 17-30  – Sala Operaia  –  Atelier 1: « La trasmissione dei saperi tradizionali nei proverbi »  – Prof. Jean-Philippe Zouogbo

18.00 – 19.30 –Torre di Guardia P.se  – Corso di iniziazione alla lingua occitana di Guardia : i canti occitani  – Charé Moulâ

 

Martedì 4 giugno

Ore 8.30: raduno davanti porta del Sangue per escursione “sui sentieri Valdesi” e  Corso di iniziazione alla lingua occitana di Guardia: i canti occitani   con  i Charé Moulâ

9.00 – 13.00 Escursione «un’Umanità in cammino tra emozioni e speranze»

 (Lago la Paglia  – Lago Pressico   – Lago Trifogliette)

Si inizia il cammino con Giustiniano Rossi, presidente dell’Associazione “I ragazzi di San Lorenzo Bellizzi – Pietro Cersosimo”, Maurizio Alfano, ricercatore e studioso dei fenomeni migratori (Le politiche migratorie), Fiorenzo Tundis, responsabile del Centro Culturale Pascale (I sentieri valdesi), Mara Papa, Presidente CAI Verbicaro (I sentieri storici del

CAI), Mario Mele, Presidente CAI Cosenza (Escursionismo e Turismo culturale)

 Guida Ambientale Escursionistica: Paola Lentini.

16.30-18.30  Sala Operaia  –  Atelier 2

Incontro con gli studenti dell’Istituto Tecnico per il Turistico di Acquappesa e il regista cinematografico friulano Massimo Garlatti -Costa (Raja films)

 Ore 21.00 Saletta Museo Valdese  – Atelier 3

Una chiacchierata con gli ospiti del Festival, Laboratorio sulla linguistica per lo sviluppo (Jean-Philippe Zouogbo) e canti occitani 

Mercoledì 5 giugno
Giornata della Memoria

09.00 -10.30 Saletta Museo Valdese – Corso di iniziazione alla lingua occitana di Guardia: descrizione ed esposizione di piante spontanee del territorio e degustazione di alcuni piatti a base di queste piante : « l’uso delle piante spontanee nella vita quotidiana » 

10.30-11.30 Cerimonia deposizione corona Pietra Valdese

17.00 – 19.30  Sala Consiliare

Convegno: “La storia a servizio della comunità. In memoria del Sindaco Gaetano Cistaro, dello storico Enzo Stancati e del Pastore valdese Cesare Milaneschi”

Modera : Carlo Pisano Presidente Consiglio Comunale Guardia P.se

Saluti:

Vincenzo Rocchetti, Sindaco di Guardia Piemontese

Prof. Leopoldo Di Pasqua, Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Gaetano Cistaro

Beatrice Grill, Presidente Centro Culturale G. Luigi Pascale

Don Fabio De Santis, Vice Direttore per ufficio ecumenismo – Diocesi Cosenza Bisignano

Prof. Giovanni Agresti, Direttore Scientifico del Festival delle Riforme Culturali

Dott.ssa Gabriella Sconosciuto, Direttrice del Festival delle Riforme Culturali

Interventi:

Dott. Marco Fratini, Fondazione Centro Culturale Valdese

Dott. Walter Pellegrini, Editore

Prof. Marcello Grifò, Istituto di Studi Patristici e Tardoantichi « J.H. Newman »  – Facoltà Teologica di Sicilia « S. Giovanni evangerlista », Palermo.

Conclusioni:

Presidente della Provincia di Cosenza, Francesco Iacucci

Assessore all’Istruzione ed alle attività culturali della Regione Calabria Maria Francesca Corigliano

20.00 Davanti il Comune di Guardia Piemontese  – Chiusura del Festival con Falò e canti occitani

Posta un Commento